MILAN – ITALY

51

N.51
Esterno giorno – piscina comunale – Milano

Un ragazzo abbondante di età indefinibile (potrebbe avere 17 anni come 27), spalmato su un salvagente gigante al centro della piscina comunale, si lascia trascinare avanti e indietro dalle correnti artificiali prodotte dai tuffi dei numerosi teenager. La cuffia afflosciata che ha in testa e l’espressione rintronata con cui si guarda intorno, descrivono bene il suo stato di abbandono.

A fissarlo, mi viene da sbadigliare.

Dopo lunghi e ipnotici minuti di navigazione avanti e indietro, su e giù, in senso orario e antiorario, il-ragazzo-abbondante-di-età-indefinibile, con mia immensa sorpresa, si sveglia dal suo torpore e comincia a gridare.

– Danny, vogliono menare Peter!

Ma nessuno se lo fila.

– Dannyyyyyyy, vogliono menare Peter!

Continua ad essere ignorato.
Preso dal panico, il nostro eroe inizia a girare furiosamente su se stesso cercando invano di raggiungere la scaletta, ma riesce soltanto a schizzare acqua da tutte le parti e ad emettere gorgoglii strani che attirano l’attenzione di chiunque nel raggio di mille miglia. Tutti, Danny compreso, lo guardiamo. Lui guarda noi.

Dopo un istante sospeso, con un dito paffuto ci indica un punto preciso sulla sponda nord: il povero Peter è lì, a bordo vasca, circondato da un trio di undicenni incazzati che lo spintonano e lo deridono.

– Lo vogliono menare!!!

Alla mia sinistra sento un trottare di cavalli e mi accorgo che non sono cavalli ma ragazzini che imprecano e ringhiano e schiumano di rabbia. Dietro di loro, con le polo blu di ordinanza, come dei Mitch Buchannon dell’era moderna arrivano tre membri della security pronti a fare finalmente qualcosa di emozionante in una lunga giornata sonnolenta.

Tutti si ritrovano ammucchiati in un angolo a discutere, impedire una carneficina e tenere a bada il ragazzo-salvagente che intanto ordina ai suoi scagnozzi di buttare in acqua i malfattori.

Quando i litiganti vengono separati, gli spettatori perdono interesse e tornano alle loro attività.

Qualcuno ricomincia a nuotare, qualcuno si sdraia sull’asciugamano, qualcuno mangia un gelato e qualcuno accende una radio alzando il volume al massimo.
“Imagine all the people Living life in peace” risuona nell’aria.

Io mi guardo intorno e rido per non piangere.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *