“BETTY”

betty

di GERHARD RICHTER

“Voglio essere neutrale, che è l’antitesi dell’essere ideologici”

Con questa frase Gerhard Richter mette subito le cose in chiaro: lui non è un artista comune, ma un personaggio strano, un outsider, uno che fa quello che fa semplicemente perché ne ha voglia.

Questo è il motivo per cui mi piace.

In tutti gli ambiti sociali, gli esseri umani sentono l’esigenza di appartenere ad un gruppo, una società, un’ideologia o, in campo artistico, ad uno stile ben definito.

Gerhard Richter dello stile se ne infischia.

Da quando ha cominciato la sua carriera, non ha mai smesso di sperimentare, cambiare rotta e tornare sui suoi passi realizzando dipinti di ogni genere e passando con disinvoltura dall’astratto al figurativo. Nonostante la sua decisa volontà di sfuggire ad ogni tipo di classificazione, è riuscito comunque a diventare uno degli artisti viventi più importanti.

Per questa mia piccola selezione ho scelto “Betty”, la sua opera più famosa che ha realizzato nel 1988. La ragazzina ritratta di spalle su uno sfondo monocromatico è la sua prima figlia. Nelle pennellate delicate con cui l’ha dipinta, si percepisce tutto l’amore che prova per lei.

A questo link potete leggere la sua biografia e curiosare tra le sue opere:  https://www.gerhard-richter.com/it/

“Betty” è esposto al Saint Louis Art Museum di St. Louis, USA: http://www.slam.org/