“INTERIOR”

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di VILHELM HAMMERSHØI

Le opere di Vilhelm Hammershøi, artista danese poco conosciuto al grande pubblico, sono state riportate alla luce solo da qualche decennio grazie alla mostra che il Musée d’Orsay di Parigi gli ha dedicato nel 1997.

Vissuto dal 1864 al 1916, conosciuto da tutti i suoi contemporanei più influenti e apprezzato da personalità del calibro di Serge Diaghilev e Rainer Maria Rilke, durante la sua carriera è stato ribattezzato “l’artista che dipingeva le donne di spalle”.

Nella stragrande maggioranza dei suoi lavori, infatti, una o più figure femminili sono ritratte di schiena in ambienti spaziosi e disadorni.

Attraverso l’utilizzo violento delle ombre, i colori prevalentemente bruni e lo stile a cavallo tra il naturalismo e il simbolismo, Hammershøi è stato capace di riprodurre l’atmosfera malinconica che si doveva respirare all’interno di quelle stanze.

Silenzio, ambiguità e solitudine sono le colonne portanti di tutta la sua produzione. “Interior”, uno dei suoi celebri dipinti di schiena, ne è l’esempio.

Le sue opere sono attualmente esposte allo Staten Museum for Kunst di Copenhagen, al Musée d’Orsay di Parigi e alla National Gallery di Londra.